Assegno/Pensione di Invalidità
Gli assegni e le pensioni d’invalidità sono nati per rispondere al dettato dell’Art.38 della Costituzione: ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti dallo Stato.
In particolare:
- Assegno d’Invalidità civile: È un sostegno economico destinato a chi viene riconosciuta una percentuale d’invalidità tra il 74% e il 99%, per patologie NON derivanti da causa di lavoro e che ha un’età anagrafica compresa tra 18 e 67 anni. L’importo dell'assegno per l’anno 2025 è di 336,00 euro e viene corrisposto anche se si svolge attività lavorativa con un reddito personale inferiore a 5.771,35 euro.
- Pensione d’Invalidità civile: La pensione di invalidità è invece una prestazione riservata a chi viene riconosciuta una percentuale d’invalidità del 100%, per patologie NON derivanti da causa di lavoro e che ha un’età anagrafica compresa tra 18 e 67 anni. L’importo dell'assegno per l’anno 2025 è di 336,00 euro e viene corrisposto anche se si svolge attività lavorativa se il reddito personale risulta inferiore a 19.772,50 euro.
- Assegno ordinario d’invalidità dell’INPS (AOI): l’assegno viene riconosciuto, previo accertamento presso la Commissione Medica dell’INPS, nel caso in cui sia riconosciuta una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo. L’assegno viene calcolato sulla quota di pensione maturata alla data della domanda ed è compatibile con l’attività lavorativa. Il requisito richiesto è di almeno 5 anni di anzianità assicurativa e di 3 anni di contributi versati nei 5 precedenti alla domanda.
- Pensione ordinaria d’inabilità INPS: la pensione viene riconosciuta, previo accertamento presso la Commissione Medica dell’INPS, nel caso in cui sia riconosciuta l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa e per percepirla è necessario cessare l’attività lavorativa. È calcolata sull’importo della pensione maturato alla data della domanda e può essere soggetta a delle maggiorazioni in base all’età anagrafica e alla contribuzione maturata. Il requisito richiesto è di almeno 5 anni di anzianità assicurativa e di 3 anni di contributi versati nei 5 precedenti alla domanda.
Il patronato offre un supporto completo nel fornire informazioni sui requisiti necessari, nella raccolta della documentazione medica e nella presentazione della domanda.
Indennità di Accompagnamento
L'indennità di accompagnamento prevista dalla legge 508/88, spetta a qualsiasi età ed è concessa ai cittadini che siano stati riconosciuti invalidi totali per affezioni fisiche o psichiche e che:
- Siano impossibilitati a deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore
OPPURE
- Abbiano bisogno di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita
- Non è legata ai redditi: l'indennità di accompagnamento viene concessa indipendentemente dal reddito del richiedente o del suo nucleo familiare. Non c'è un limite di reddito per poter usufruire di questo beneficio.
- Non è incompatibile con altri benefici: a differenza di altre prestazioni come le pensioni di invalidità, l'indennità di accompagnamento può essere ricevuta anche se si percepisce altre indennità o pensioni, come l'assegno di invalidità o la pensione di invalidità.
L'indennità non viene corrisposta in caso di ricovero gratuito a meno che non venga certificato dal personale medico la necessità di assistenza continua da parte dei familiari.
Il patronato assiste nella presentazione della domanda e offre consulenza sulla documentazione necessaria. Aiuta anche nel caso in cui venga negato il beneficio, supportando nella richiesta di riesame della situazione.
Permessi Legge 104
La Legge 104/1992 è una legge fondamentale in Italia che tutela i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Essa stabilisce una serie di misure per garantire l'integrazione sociale, lavorativa e scolastica delle persone con disabilità, e per favorire il supporto alle famiglie che si occupano di assistenza a persone con gravi disabilità.
I principali benefici vedono:
- Permessi lavorativi per i familiari: ogni lavoratore (o lavoratrice) che assiste un familiare con disabilità grave può usufruire di 3 giorni di permesso retribuito al mese. Inoltre, in caso di necessità, è possibile richiedere congedi straordinari retribuiti per un periodo massimo di 2 anni.
- Congedo per assistenza: per i genitori che assistono un figlio con disabilità, è possibile fruire di un congedo parentale straordinario per prendersi cura del bambino.
Il patronato fornisce supporto nell’ottenere il riconoscimento della disabilità grave ai sensi della Legge 104 e nella richiesta dei permessi. Inoltre, aiuta i familiari a capire come presentare la domanda e ad aggiornarsi sui cambiamenti normativi riguardanti la legge.
Assegno Sociale
L'Assegno sociale è una prestazione economica, erogata a domanda, rivolta ai cittadini italiani e stranieri in condizioni economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge.
Dal 1° gennaio 1996, l'Assegno sociale ha sostituito la pensione sociale.
I requisiti richiesti sono:
- Residenza in Italia: L'assegno sociale è riservato ai cittadini italiani e a stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni (di cui 5 continuativi), o che sono cittadini UE con residenza stabile nel paese. I cittadini di altri paesi devono avere un permesso di soggiorno di lungo periodo e ai cittadini stranieri o apolidi titolari dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria.
- Età: L'assegno sociale è destinato principalmente alle persone anziane. Il requisito di età minima per fare domanda è 67 anni, che corrisponde all'età pensionabile.
- Requisiti economici: Il beneficiario deve trovarsi in una situazione economica di disagio. L'assegno viene erogato solo a chi ha un reddito inferiore a una certa soglia fissata annualmente dall'INPS, che varia a seconda del nucleo familiare (se il beneficiario vive da solo o è coniugato). La soglia di reddito include il reddito netto personale e quello coniugale.
- Integrazione della pensione: Se la persona ha diritto a una pensione, l'assegno sociale viene concesso ad integrazione, se la stessa è inferiore ai limiti di reddito previsti per percepire l’assegno sociale.
L’importo dell’assegno per il 2025 è pari a 538,69 euro per 13 mensilità.
In caso di assenza del titolare della prestazione dal territorio nazionale, l'assegno sociale viene sospeso se il soggiorno all'estero si protrae per più di 29 giorni continuativi e la sospensione opera dal momento in cui ci si allontana dal territorio italiano; se questa si protrae per più di un anno, la prestazione è revocata.
Il patronato assiste nella raccolta della documentazione necessaria (compreso il reddito familiare) e fornisce informazioni per presentare la domanda di assegno sociale, risolvendo eventuali problematiche burocratiche e garantendo che il cittadino acceda al beneficio senza difficoltà.
Assegno di Inclusione
L'assegno di inclusione, previsto dalla Legge 85/2023, sostituisce il "Reddito di cittadinanza" e ha lo scopo di supportare economicamente le famiglie in difficoltà economiche, con l'obiettivo di favorire l'inclusione sociale e lavorativa. È un beneficio economico che spetta a chi si trova in una situazione di difficoltà economica e sociale e che soddisfa determinati requisiti, quali:
- Residenza in Italia: da almeno 5 anni di cui gli ultimi 2 in modo continuativo.
- Cittadinanza: cittadinanza italiana o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente; cittadino di altro Paese dell’Unione europea o suo familiare che sia titolare del soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo; titolare dello status di protezione internazionale o dello status di apolide.
- Reddito basso: Il richiedente deve avere un reddito ISEE e un reddito familiare inferiore alla soglia stabilita dalla legge.
- Patrimonio: Dev'essere inferiore a una determinata soglia patrimoniale, che include beni mobili e immobili.
- Membri del nucleo familiare: Possono beneficiare dell'assegno le persone con più di 60 anni, i minorenni, le persone con disabilità o in condizione di svantaggio. Con la domanda si attiva la sottoscrizione del PAD (Patto di Attivazione digitale del nucleo familiare) con l’invio automatico dei dati del nucleo familiare al servizio sociale del Comune di residenza per l’analisi e la presa in carico dei componenti con bisogni complessi e per l’attivazione degli eventuali sostegni. Per i componenti tra i 18 e i 59 anni viene attivato il Servizio Formazione Lavoro (SFL) che prevede un contributo a fronte di un percorso di reinserimento lavorativo.
L’ADI viene erogato ogni mese per un periodo continuativo di massimo 18 mesi. La prestazione può essere rinnovata per un ulteriore anno previa sospensione di un mese.
L’assegno di inclusione viene erogato su una carta ricaricabile, detta “Carta di inclusione”.
I beneficiari possono utilizzare la carta per acquisti di beni di prima necessità.
Il patronato aiuta le famiglie nella presentazione della domanda, in particolare per determinare la situazione economica e patrimoniale e verificare i requisiti necessari. Inoltre, il patronato offre consulenza per accedere ai percorsi di inclusione sociale previsti dalla legge.
Collocamento Mirato (Legge 68/1999)
Il collocamento mirato è una misura legislativa prevista dalla Legge 68/1999 in Italia, pensata per la promozione e l’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento.
L’articolo 1 della Legge n. 68/1999 prevede che beneficiari sono:
- Le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo che presentino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
- Le persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33% accertate dall’INAIL;
- Le persone non vedenti;
- Le persone sordomute;
- Le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per un servizio con menomazioni annesse alle tabelle di cui al testo unico in materia di pensioni di guerra.
Ogni menomazione, va accertata tramite la detta certificazione che viene rilasciata, a seconda dei casi, dall’INPS o dall’INAIL.
Il collocamento mirato si articola in diverse fasi, che coinvolgono sia le persone con disabilità che i datori di lavoro quali:
- Iscrizione al Centro per l'Impiego
- Valutazione delle capacità e delle esigenze
- Incontro con le aziende
- Supporto all'inserimento lavorativo
- Monitoraggio continuo
La Legge n. 68/1999 prevede, per i datori di lavoro, l’obbligo di riservare una quota delle assunzioni ai disabili, questa quota varia a seconda del numero di lavoratori occupati nell’azienda.
Il patronato aiuta le persone con disabilità a comprendere come iscriversi al collocamento mirato, supportando nell’elaborazione della documentazione necessaria e nella ricerca di opportunità di lavoro adeguate.
Maternità
Le prestazioni di maternità, che includono l'indennità di maternità e altri diritti legati alla maternità, sono un altro ambito di consulenza offerto dai patronati.
Il patronato assiste nella presentazione della domanda di indennità di maternità, offrendo consulenza sul calcolo dell’importo spettante e sulle modalità di richiesta, sia per lavoratrici dipendenti che autonome.
Un patronato offre vari servizi di supporto alle future mamme, tra cui:
- Informazioni sulle prestazioni economiche di maternità: il patronato fornisce informazioni su tutte le prestazioni economiche previste per le donne in maternità, come: Indennità di maternità per le lavoratrici autonome e Congedo di maternità e congedo parentale.
- Presentazione della domanda di indennità di maternità: il patronato si occupa della compilazione e presentazione della domanda di indennità di maternità all'INPS o ad altri enti competenti.
- Assistenza per il congedo di maternità e congedo parentale
- Altri assegni di maternità
Il patronato aiuta anche a raccogliere tutta la documentazione richiesta per la maternità quali:
- Certificato di gravidanza (rilasciato dal medico);
- Un cedolino paga.
- Documenti relativi al contratto di lavoro o alla partita IVA per le lavoratrici autonome.
- Eventuale documentazione aggiuntiva richiesta dall'INPS o da altri enti competenti.
Disoccupazione
La disoccupazione è una prestazione economica erogata dallo Stato a chi ha perso il lavoro involontariamente. L'indennità di disoccupazione più comune è la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego), che spetta a chi ha lavorato con un contratto di lavoro subordinato.
Il patronato fornisce informazioni su:
- Tipi di indennità di disoccupazione (ad esempio, NASpI, Dis-Coll, disoccupazione agricola, ecc.);
- I requisiti necessari per accedere a ciascuna indennità e
- Le condizioni di eleggibilità, come i periodi di contribuzione e le cause di cessazione del rapporto di lavoro
Il patronato aiuta a presentare la domanda di NASpI, verificando che il cittadino soddisfi i requisiti per ottenere l'indennità. Inoltre, offre supporto in caso di diniego della prestazione o di necessità di revisione della pratica.
Vuoi saperne di più e ricevere un supporto personalizzato?
Il nostro servizio di consulenza viene erogato attraverso incontri individuali con il dipendente su appuntamento.
Per venire incontro alle tue esigenze potrai richiedere un incontro in presenza presso il Patronato "Tutela Previdenziale Bergamo - Stezzano" o in modalità online tramite una video-call.
In più al raggiungimento di un numero minimo di adesioni potremmo organizzare un incontro all’interno della tua stessa azienda!
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